La rete dell’ambito 18 intende favorire lo sviluppo di una progettualità condivisa, per costruire proposte di azioni in sinergia e per rispondere in modo più capillare alle esigenze delle scuole e dei docenti. La rete rappresenta quindi un’opportunità per la promozione del piano formativo dell’ambito che non rappresenterà la somma dei singoli piani, siano essi delle singole istituzioni scolastiche che delle reti di scopo, ma una loro sintesi, una rielaborazione per obiettivi, contenuti e temi, per filiere di ricerca, di sviluppo e di approfondimento.
Le iniziative formative dell’ambito 18 si dovranno caratterizzare per particolari standard di qualità e durata (25 ore per Unità), per rispondere a tre forti esigenze:
1) la formazione, che costituisce lo strumento principale per qualificare la professionalità dei docenti non è più un momento occasionale, mordi e fuggi com’è stata sinora, ma continua e stabile che accompagna l’intero arco professionale del docente, incentrata sugli aspetti professionali, cioè sull’acquisizione di metodologie attive, sulla relazione-comunicazione, sulla progettazione didattica, sui bisogni e le modalità di apprendimento degli studenti. L’idea è di mettere in campo una formazione in servizio intesa come ricercAzione dove i docenti sono i veri protagonisti della propria formazione, guidati a produrre (quindi a fare ricerca didattica sul campo) strumenti didattici, spendibili subito e da sperimentare concretamente in classe.
La formazione deve diventare qualcosa di utile che serve a migliorare la qualità del lavoro da svolgere direttamente con gli studenti.
2) la formazione, per essere efficace, ha bisogno di essere supportata da un solido sistema di sviluppo professionale, dal basso e incentrata su un modello che valorizzi le esperienze, organizzata su un sistema di rete tra le istituzioni scolastiche, supportata nella ricerca didattica da tutti i possibili stakeholder territoriali.
3) la formazione ha bisogno di formatori di qualità, esperti del settore pubblico o privato, docenti universitari o professionisti. Ciò detto, la sfida di avere i migliori formatori per la scuola è tutt’altro che banale.
La dimensione e la capillarità della sfida formativa della scuola richiede una capacità progettuale che in alcuni casi non può essere coperta dalle competenze a disposizione; allo stesso tempo, è importante sottolineare che il formatore deve essere una figura professionale che idealmente accompagna e stimola un gruppo di docenti impegnati in una azione di innovazione didattica o nella soluzione di problemi relativi alla vita della scuola o nel suo miglioramento, con un approccio che rende residuale l’esperienza tipica di “lezione frontale”, a cui nessuno di noi si vuole più sottoporre.